In qualsiasi richiesta di finanziamento — che si tratti di un mutuo casa, di un prestito ristrutturazione o di un consolidamento debiti —, la regola del 35% di rapporto rata-reddito costituisce il cardine dell'analisi del rischio bancario in Italia ed Europa. Ma come viene calcolato esattamente questo indice e cosa guardano davvero i comitati crediti?
1. La formula ufficiale del tasso di indebitamento
Il tasso di indebitamento misura la quota delle entrate fisse nette mensili assorbita dal totale delle rate di rimborso (nuovo prestito richiesto + prestiti in corso) nonché dal canone di locazione se rimani in affitto.
Formula di calcolo standard
Tasso di indebitamento (%) = (Totale rate finanziarie mensili / Reddito netto imponibile) × 100
Esempio concreto: Per un nucleo familiare con un reddito netto di 3.600 € al mese e un finanziamento auto attivo di 250 €, la rata mensile massima consentita al 35% ammonta a:
- Soglia massima di indebitamento (35%): 1.260 € / mese
- Meno la rata del prestito in corso: - 250 €
- Capacità massima per un nuovo progetto: 1.010 € / mese
2. Il «Reddito Disponibile Residuo»: il secondo criterio decisivo
Essere al di sotto del 35% è una condizione necessaria ma non sempre sufficiente. Gli istituti bancari esaminano con uguale rigore il reddito residuo di sussistenza, ovvero la somma netta a disposizione dopo il pagamento di tutti i costi fissi irrinunciabili.
3. 3 leve per ottimizzare il tuo profilo prima della richiesta
A. Estinguere carte revolving o piccoli finanziamenti
Una piccola rata da 40 €/mese può erodere la capacità di mutuo di svariate migliaia di euro. Rimborsare anticipatamente i piccoli prestiti residui prima di una richiesta importante è quasi sempre conveniente.
B. Allungare opportunamente la durata del piano
Passare da 36 a 48 mesi o da 20 a 25 anni riduce meccanicamente la rata nominale, riportando l'indice al di sotto della soglia limite del 35%.
C. Documentare tutte le entrate ricorrenti
Premi contrattuali continuativi, tredicesima, rendite da locazione (generalmente ponderate al 70%) devono essere certificate puntualmente per valorizzare la base reddituale.